I giudici: Carichieti resta commissariata

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Il Tar del Lazio respinge la richiesta di sospensiva contro Bankitalia fatta dall’ex presidente Falconio e membri dell’ex Cda

di Lorenzo Colantonio

CHIETI. È una doccia fredda per chi sperava un effetto Bps. Nessun ribaltone come quello che ha rimesso in sella l’ex board della Popolare di Spoleto. Il Tar Lazio ha detto no alla richiesta di sospensiva del commissariamento Carichieti. Nessun danno grave e irreparabile per ex presidente ed ex Cda, scrivono i giudici nell’ordinanza, rinviando tutto all’udienza di merito che non è stata ancora fissata. La Cassa di via Colonnetta rimane sotto il controllo di Bankitalia e del commissario Salvatore Immordino, subentrato a Riccardo Sora per traghettare l’istituto di credito fuori dalla tempesta esplosa a ciel sereno il 5 settembre 2014 con il decreto di commissaramento del ministro dell’Economia e Finanze, Pier Carlo Padoan, su proposta del governatore Ignazio Visco. Contro questi hanno presentato ricorso l’ex presidente di Carichieti, Mario Falconio, e gli ex consiglieri Giuseppe Martino e Vincenzo Farina. Ma il no alla sospensiva ha fatto già scattare il ricorso al Consiglio di Stato sulla base che il commissariamento crea comunque i presupposti di un periculum in mora non fosse altro per gli effetti che ha sul deficit patrimoniale, il calo degli impieghi e la disaffezione dei clienti. Su un binario parallelo corre un secondo ricorso, anch’esso al Consiglio di Stato, che porta le firme dell’ex dg, Roberto Sbrolli e degli ex del Cda Giuseppe Di Marzio, Ennio Melena e Sebastiano Nasuti. Ma la situazione rimane in stallo. Con la Fondazione che dovrà ridurre le proprie quote dall’80 al 33% ma non può proporre alcun piano di ricapitalizzazione finché Immordino non concederà l’accesso agli atti all’advisor Prometeia. A carte coperte, senza conoscere lo stato attuale del patrimonio, è impossibile cooptare nuovi soci industriali. E’ l’ostacolo principale che la Fondazione del presidente Pasquale Di Frischia deve affrontare alla vigilia dell’assemblea dei soci del 16 maggio per la presa d’atto di un bilancio 2014 ridotto all’osso. Sul fronte bancario il commissario è invece alle prese con un progetto di ristrutturazione che prevede l’accorpamento delle funzioni creditizie con quelle legali, deputate al recupero degli stessi crediti, sotto un unico tetto. Ma Francesco De Francisci, il consulente chiamato in Carichieti per gestire questa fase funzionale a tutto il resto, si è dimesso dopo tre giorni. A ottobre, De Francisci, ex Banca Opi, è stato condannato a due anni dal tribunale di Taranto per un’operazione finanziaria con buoni obbligazionari comunali da 250 milioni. Ma in Carichieti nessuno conferma che sia la causa delle sue repentine dimissioni.