Carichieti raddoppia: ora i commissari sono due

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Bankitalia affianca Bochicchio a Immordino: un esperto di società d’intermediazione mobiliari per uscire dal guado

di Lorenzo Colantonio

CHIETI. Carichieti raddoppia, i commissari diventano due. L’obiettivo di Bankitalia è quello di chiudere prima della fine dell’anno le operazioni d’amministrazione straordinaria che quindi innescano la quinta. Ma la nomina di Francesco Bochicchio, decisa dall’Istituto centrale di via Nazionale il 9 giugno scorso e comunicata in via Colonnetta, sede centrale della Cassa teatina, il 16 giugno, è passata sotto silenzio. C’è chi ora ipotizza che il nuovo commissario, affiancato a Salvatore Immordino, avrà il compito di razionalizzare il numero del personale da adeguare alla ristrutturazione in corso. In realtà il suo passato svela ben altro. Chi è Bochicchio? Nato a Roma il 19 agosto del 1956, è professore a contratto alla facoltà di Economia dell’Università di Parma. Laureato in giurisprudenza alla Sapienza, nel 1979, con 110 e lode, comincia la sua carriera bancaria nel 1981 con mansioni legali nel San Paolo di Torino. Nello stesso gruppo approda nella sede centrale, dopo una parentesi a Taranto, per diventare un esperto di problematiche legali proprie di un’azienda di credito, per quanto riguarda sia il credito ordinario che i crediti speciali, sia la consulenza che il contenzioso, il tutto con particolare riferimento alle garanzie del credito, alle procedure concorsuali e agli aspetti organizzativi interni. Praticamente ciò che oggi serve a Carichieti alle prese con una complessa operazione di ristrutturazione e accorpamento degli uffici cominciata dall’ex commissario Riccardo Sora e proseguita da Immordino, ex Intesa San Paolo, che evidentemente non poteva scalare da solo una montagna di impegni e scadenze. Così Bankitalia gli ha messo accanto un esperto non solo di gestione del credito ma anche di rapporti con gli organi di vigilanza, senza trascurare gli aspetti valutari e tributari e – particolare da non sottovalutare – delle nuove forme di intermediazione finanziaria (fondi immobiliari, fondi chiusi, merchant banks) che gli addetti ai lavori indicano come il futuro naturale, e inevitabile, di banche locali, di medie dimensioni, come lo è Carichieti finita nelle maglie di Bankitalia, a settembre dello scorso anno, dopo aver di fatto passi molto più lunghi delle proprie possibilità concedendo sconfini di centinaia di milioni a un gruppo ristretto di clienti.

Sempre sul nuovo commissario si viene a sapere che, in passato, è stato anche assunto da Fideuram Gestioni spa, come responsabile legale e poi come supervisore dell’area clienti. Dall’estate 1990 ha però seguito la problematica legale del progetto di banca telematica prima e della fusione dopo, profondamente innovativo all’epoca, dei rapporti banca-Sim, cioè società di intermediazione mobiliari, con particolare riguardo al collocamento dei prodotti sia italiani che esteri, obbligazioni, certificati di deposito, strumenti derivati, offerte pubbliche di azioni ed assicurativi.

Da ottobre del 1994, Bochicchio diventa responsabile della direzione legale della Sim del Credit Suisse. Le ultime tappe della sua carriera lo vedono svolgere la professione di avvocato a Milano e Genova, con due prestigiosi studi legali specializzati nel settore bancario, finanziario e dell’intermediazione mobiliare, dalle Sim ai fondi comuni, alle gestioni individuali, ai collocamenti, le opv e le opa. Che sia questo il futuro di Carichieti?